Ogni scatto è manipolabile; quindi tutta la fotografia è finzione? Che cosa significa ad oggi fare fotografia?
La fotografia è sempre stata manipolata!
Attualmente viene dato per scontato, ma dieci anni fa alcuni lo nascondevano, fingendo di dimenticarlo, per tentare di difendere l’indifendibile. In camera oscura si sono sempre manipolate le immagini e l’effetto finale è sempre stato ciò che voleva comunicare il fotografo, quindi un risultato più o meno attinente ai fatti.
Organizzare i fatti per renderli più efficaci ed interessanti, arricchendoli di dettagli, è diventato in questo specifico periodo storico, un modus operandi molto diffuso anche tra chi non ne è del tutto consapevole.
Da qualche decennio, la manipolazione è solo più semplice! Il verbo “manipolare” però, si porta dietro un’accezione negativa come stereotipo del contraffare, quindi obbliga chi osserva a partire da un preconcetto che inquina l’idea originale, poiché non sempre quest’ultima vuole falsificare la realtà.
Ora invece proviamo a rispondere alla seconda domanda, che recita: Che cosa significa ad oggi fare fotografia? Più che la possibilità di scattare e manipolare fotografie, gli ultimi anni hanno fatto da cornice alla diffusione della capacità di raccontare una storia.
Anche le persone più distanti dal mestiere di fotografo o di scrittore, hanno istintivamente dato vita ad un breve racconto che risulta più o meno attinente alla realtà, più o meno “fiction”, vedi la grande diffusione delle “STORIE” su INSTAGRAM. Perfino se si vuole condividere una giornata sulla spiaggia o in montagna, un aperitivo, si scattano 3, 4, 5 immagini che più o meno coscientemente, si uniscono in maniera sequenziale, cercando il modo migliore per dare vita alla “propria storia” con grafiche e disegni.
Sembra come se fosse diventato più chiaro a tutti che una serie di immagini oppure l’unione di più media, costituiscono una forza straripante rispetto ad un unico momento. La ricerca dell’istante decisivo è stato, per anni, il mantra dei professionisti; mentre tutti gli altri osservatori ad esclamare: “Wow, ma come avrà fatto?”.
L’articolazione di storie, costituite anche da una sola immagine: vuoi con un breve testo a corredo; oppure arricchite da particolari scenografie che ad esempio illustrano una fiaba, traboccano di emozioni e pathos.
Soltanto così, tutto, veramente tutto, diventa più coinvolgente e interessante della mera ricerca del bello.
CFE

































